A mio parere l’introduzione del maestro unico per le scuole elementari dal prossimo anno scolastico è un atto di pessimo governo. Non ho i titoli necessari per analizzare la questione da un punto di vista “da addetto ai lavori”, ma sicuramente posso esprimere la mia idea da “utente” del sistema scolastico italiano.
- La crisi anche quando non c’è. Per aprire la strada a questa ennesima riforma della scuola è stata diffusa l’idea che la scuola elementare italiana non funziona e che il sistema attuale non è più sostenibile. Mi sembra che i problemi della scuola italiana siano molto più gravi negli stadi successivi: è dalle scuole medie in poi che l’Italia inizia ad arrancare nei confronti degli altri paesi europei. Le elementari sono ottime.
- Il pluralismo o il pensiero unico? Le scuole elementari sono probabilmente il momento in cui un bambino è più influenzabile, poiché ancora privo di quegli strumenti (che la scuola e la famiglia dovrebbero fornire) che lo rendono critico. E’ quindi evidente che per un bambino può essere determinante l’apporto di figure differenti nel processo della sua formazione. Non è un male crescere in un clima di collaborazione e coordinamento tra più insegnanti; può far capire che il lavoro di gruppo talvolta serve a qualcosa; che raccogliere punti di vista diversi per uno scopo comune aiuta nel proprio lavoro; che anche un maestro può sbagliare, ed è un buon educatore quando ha il coraggio di ammetterlo. La scelta di imporre il maestro unico rischia di generare una carenza di pluralismo e di fornire al bambino una visione unica delle cose. Inoltre sono inimmaginabili i danni che potrebbero essere causati da un cattivo maestro (ahimé a volte esistono! e non penso che questa riforma sia in grado di individuarli ed estirparli…) che segue una classe per cinque anni e li priva della possibilità di un’alternativa. Non so con che convinzione sia stata pensata questa riforma; a me suggerisce un allineamento ad un sistema sempre più imponente di omologazione e di instaurazione di un pensiero unico. La televisione è stata la prima vittima, poi è stata la volta di una cospicua parte dell’editoria, ora è il momento della scuola. E’ il modo migliore per dare sicurezza ed estirpare ogni dubbio, per oscurare la vista fin da piccoli, per lasciare segni indelebili nelle menti dei futuri cittadini. Per ora non è un mio problema, ma credo che non avrei il coraggio di far crescere i miei figli in un sistema del genere.
- Il vile denaro. Dal punto di vista didattico la scelta del maestro unico ha motivazioni piuttosto deboli e a mio parere ambigue. Il vero motivo, nemmeno troppo velato dalla stessa Gelmini, è la spesa. Infatti questo nuovo sistema ha il merito di far risparmiare molti soldi (e di lasciare a casa molti insegnanti). L’Italia è notoriamente il paese degli sprechi e delle spese inutili, ma, tra i molti campi in cui sono possibili tagli alla spesa, quello dell’istruzione (assieme a quello della sanità) mi sembra il più scellerato. Risparmiare sulla scuola è un intervento miope da parte di uno stato. Vuol dire rinunciare definitivamente ad un futuro ed accontentarsi di un presente tutt’altro che soddisfacente. A mio parere la scuola (statale!) in tutti i suoi ordini dovrebbe essere la destinazione primaria di fondi statali, perché in essa si costruisce la società di domani. In questo momento, in un banco qualsiasi, in una qualsiasi scuola italiana, sta studiando un futuro Primo Ministro d’Italia. Mi piacerebbe che la scuola lo aiutasse ad essere migliore di quello attuale.




