Consigli per l’ascolto #6: Afterhours – Riprendere Berlino

2 09 2008

Singolo tratto dall’album I Milanesi Ammazzano il Sabato uscito a maggio di quest’anno. E’ piuttosto difficile cogliere il significato profondo del testo: forse per Manuel Agnelli nemmeno esiste un unico significato…Ad ogni modo la canzone sembra ruotare attorno ad un nucleo centrale costituito dal totale straniamento rispetto ai rapporti e al tempo. Torna più volte il timore di cercare qualcosa e di non ritrovarlo più come lo si aspettava. Ciò può accadere per una persona, un’idea, una città. Non mi dispiacerebbe riprendere Berlino: anche se ci sono luoghi a cui sono molto più legato, un giorno credo che la vorrò rivedere.

Luce del mattino
Luce di un giorno strano
Pensavi di esser perso
e cambia il tuo destino

Non sarebbe bello
Non farsi più del male?
Non sarebbe strano
Se capitasse a noi?

Anche il paradiso
Può essere un inferno
Era tutto scontato
Finché non sei caduto

Non sarebbe bello
Riprendere Berlino?
Non sarebbe strano
Prenderla senza eroi?

Non sarebbe bello
Venire ad incontrarti?
Senza aver paura
Di non ritrovarci mai

Fuori dalla tua porta
Fare la cosa giusta
Essere razionali
Mentre ti gira la testa

Non sarebbe bello
Non farci più del male?
Non sarebbe eroico
Non essere degli eroi?

Non sarebbe strano
Essere più leggeri?
E non aver paura
Se capitasse a noi

Se capitasse a noi
Se capitasse a noi
Se capitasse a noi





Note di costume #1

25 08 2008

E’ stata l’unica cosa che mi ha emozionato di queste Olimpiadi. Vedere Jimmy Page così in forma fa sempre ben sperare; dopo la one-day reunion dei Led Zeppelin lo scorso Dicembre per beneficenza, sarebbe spettacolare rivederli in un vero e proprio tour, anche se probabilmente l’età avanzata non aiuta e non fornisce più molte motivazioni per rimettersi in giro. Ad ogni modo è stato bello il duetto con Leona Lewis (comincio a rivalutarla…) per Whole Lotta Love…Anche se forse si potevano evitare simboli troppo stereotipati per presentare Londra (i doubledeck bus rossi, Beckham, gli ombrelli…mancavano solo i Beatles!!)





Consigli per l’ascolto #5: Francesco Guccini – L’Avvelenata

22 08 2008

Uno sfogo rabbioso. La canzone fu scritta di getto, in treno, in risposta ad una recensione poco gradita di Riccardo Bertoncelli all’album Stanze di vita quotidiana del 1974. L’accusa di Bertoncelli era di aver fatto uscire quel disco solo per soddisfare la casa discografica. La risposta bonaria di Guccini fu “Guarda che non hai capito un cazzo”. Per me questa canzone è il simbolo di quell’orgoglio sanguigno, ingenuo e provinciale che da sempre caratterizza l’appartenenza a questa terra emiliana. E’ quell’agire in buona fede che spesso dimentica di pensare alle conseguenze. E’ ciò di cui oggi probabilmente non si ha più bisogno, ma che trasuda un sapore di autenticità ormai dispersa.

Ma se io avessi previsto tutto questo,
(dati cause e pretesto) le attuali conclusioni,
credete che per questi quattro soldi,
questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni
va be’, lo ammetto che mi son sbagliato
e accetto i crucifige e così sia
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia
il primo che ha studiato.

Mio padre forse aveva anche ragione,
a dire che la pensione è davvero importante
mia madre non aveva poi sbagliato,
a dir che un laureato conta più di un cantante
giovane e ingenuo io ho perso la testa
sian stati i libri, o il mio provincialismo
e un cazzo in culo e accuse di arrivismo, dubbi di qualunquismo
son quello che mi resta.

Voi critici, voi personaggi austeri
militanti severi, chiedo scusa a ‘vossia’
però non ho mai detto che a canzoni
si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso e come posso
quando ne ho voglia, senza applausi o fischi
vendere o no ‘non passa’ fra i miei rischi,
non comprate i miei dischi
e sputatemi addosso.

Secondo voi, ma a me cosa mi frega
di assumermi la bega di star quassù a cantare
godo molto di più nell’ubriacarmi,
oppure a masturbarmi, o al limite a scopare
se son d’umore nero allora scrivo
frugando dentro alle nostre miserie,
di solito ho da fare cose più serie,
costruir su macerie, o mantenermi vivo.

Io tutto, io niente, io stronzo ed io ubriacone,
io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale,
io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista
io frocio, io perché canto so imbarcare
io falso, io vero, io genio e io cretino,
io solo, qui, alle quattro del mattino,
l’angoscia e un po’ di vino
e voglia di bestemmiare.

Secondo voi, ma chi me lo fa fare,
di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento
ovvio il medico dice «sei depresso»,
nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento
e io ho sempre detto che era un gioco
sapere usare o no d’un certo metro
compagni il gioco si fa teso e tetro,
comprate il mio didietro,
io lo vendo per poco.

Colleghi cantautori, eletta schiera
che si vende alla sera per un po’ di milioni
voi che siete capaci, fate bene,
ad aver le tasche piene, e non solo i coglioni,
che cosa posso dirvi? andate e fate,
tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teoreta,
un Bertoncelli o un prete
a sparare cazzate.

Ma se io avessi previsto tutto questo
(dati causa e pretesto) forse farei lo stesso
mi piace far canzoni e bere vino,
mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto
dei panni che son solito portare
ho tante cose ancor da raccontare per chi vuol ascoltare,
e a culo tutto il resto.

P.S. Il 10 Ottobre Guccini sarà a Parma al Palasport. Anche se un pò invecchiato, direi che val la pena vederlo ancora…





Composizioni Elettroniche #2 – The River Remix

21 08 2008

Approfittando di un momento particolarmente ispirato, come promesso qualche giorno fa’, ho messo le mani su un pezzo degli Hushroom a loro insaputa. Il risultato è decisamente lontano dalla canzone originale (a mio parere molto bella). Ad ogni modo ancora una volta Ableton Live si è dimostrato essenziale e penso continuerò ad usarlo per molto tempo. Il lavoro è sicuramente migliorabile dal punto di vista della gestione delle parti vocali, ma la mancanza di una acappella o di una traccia solo vocal mi ha costretto ad ingegnarmi con effetti per nascondere le imperfezioni.

DOWNLOAD The River Remix





Raccomandazioni #1: Hushroom

19 08 2008

Un bel gruppo di ragazzi di una “stupida classe” del Liceo Classico Manzoni di Milano. Hanno un gran bel suono. Appena sentiti mi hanno ricordato le atmosfere rarefatte de I Giardini di Mirò dei primi album. Ci trovo anche qualcosa dei Mogwai, anche se non ancora con lo stesso livello di complessità negli arrangiamenti. Certi passaggi un pò ipnotici (The River) riportano addirittura ai Pink Floyd di A Saucerful of Secrets o Meddle. E’ qualcosa di inaspettato per un gruppo di ragazzi non ancora tutti diciottenni. Sarebbe stato molto più facile cadere in un banalissimo punk o in un pop/rock da centro commerciale. Con un pizzico d’invidia non posso che fare i complimenti per l’ottimo lavoro; forse l’unica pecca si può trovare nella qualità di registrazione dei brani, con un misero quattro piste in presa diretta ogni tanto qualche strumento perde consistenza.

Hushroom su MySpace

P.S. Non si tratta di una banale raccomandazione, anche se non è secondario il fatto che mia cugina Benedetta suoni il basso nel gruppo…

P.S. 2 Non escludo la possibilità di rovinare una delle loro canzoni con un mio remix al calcolatore elettronico. Ho qualche bella idea per la testa…





Consigli per l’ascolto #4: Offlaga Disco Pax – Robespierre

16 08 2008

Un gruppo di Reggio Emilia che ci restituisce il sapore di un mondo scomparso: il comunismo in Emilia degli anni 70 e 80. L’attenzione non è focalizzata però sulle grandi questioni di partito; si parla di vita quotidiana, di ciò che rendeva famigliare un’ideologia spesso così rigida. Non si tratta quindi di un semplice esercizio di militanza. Sono un flusso di ricordi ed emozioni da cui attingere liberamente per evadere dal buio e dal vuoto dell’attualità. Attenzione al suono! E’ una base elettronica new wave simil-Anni 80. La cosa meno prevedibile per un pezzo del genere. Eppure suona bene.

Ho fatto l’esame di seconda elementare nel 1975.
Il socialismo era come l’universo:in espansione.
La maestra mi chiese di Massimiliano Robespierre.
Le risposi che i Giacobini avevano ragione e che,
Terrore o no la Rivoluzione Francese era stata una cosa giusta.
La maestra non ritenne di fare altre domande.
Ma abbiamo anche molti ricordi
Di quel piccolo mondo antico fogazzaro:
- l’astronave da trecento punti di Space Invaders
- Enrico Berlinguer alla tv
- le vittorie olimpiche di Alberto Juantorena
In nome della Rivoluzione Cubana
- i Sandinisti al potere in Nicaragua
- il catechista che votava Pannella
- gli amici del campetto passati dalle Marlboro
Direttamente all’eroina alla faccia delle droghe leggere
- i fumetti di Zora la vampira porno e la Prinz senza ritorno
- il referendum sul divorzio e non capivamo perché
Se vinceva il No il divorzio c’era e se vinceva il Si non c’era
- Anna Oxa a Sanremo conciata come una punk londinese
- i Van Halen
- la prima sega
- la vicina di casa, un travestito ai più noto come Lola che Mia madre chiamava Antonio con nostro sommo sbigottimento
- Jarmila Kratochivilova
- il Toblerone, qualcuno sa perché
- una scritta degli ultras della Reggiana dopo il raid aereo americano su Tripoli negli anni ottanta.
Diceva: “grazie Reagan, bombardaci Parma”
- e poi la nostra meravigliosa toponomastica:
Via Carlo Marx
Via Ho Chi Minh
Via Che Guevara
Via Dolores Ibarruri
Via Stalingrado
Via Maresciallo Tito
Piazza Lenin a Cavriago
E la grande banca non più locale con sede in
Via Rivoluzione d’Ottobre
- e infine il mio quartiere, dove il Partito Comunista prendeva il 74% e la Democrazia Cristiana il 6%

Offlaga Disco Pax





Composizioni Elettroniche #1 – Siddharta

13 08 2008

Un mio esperimento con Ableton Live e qualche plug-in. Ispirato dall’omonimo libro di Hesse. Il viaggio. Gli incontri. Le esperienze. La ricerca.

Download Siddharta in mp3 (160 Kbit)





Consigli per l’ascolto #3: Fabrizio De André – Amico Fragile

12 08 2008

E’ un inno contro l’alta società degli anni ‘70 e il suo vuoto culturale. Nasce da un episodio accaduto a De André in Sardegna invitato ad una festa con la prima moglie “in uno di questi ghetti per ricchi della costa nord”. Gli venne ripetutamente chiesto di suonare, mentre lui quella sera voleva discutere della situazione italiana e di Paolo VI (“…aveva tirato fuori la faccenda degli esorcismi, aveva detto che il diavolo esiste sul serio…”). La risposta di De André fu una sbronza colossale e un conseguente congedo piuttosto brusco con gli altri invitati. Da quella stessa notte e quella stessa sbronza nasce il testo di Amico Fragile inserito poi nell’album Volume VIII del 1975.

Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d’attenzione e d’amore
troppo, “Se mi vuoi bene piangi “
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo “Mi ricordo”:
per osservarvi affittare un chilo d’era
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.

E poi sorpreso dai vostri “Come sta”
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo “Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un’ora al mese di te”
“Lo sa che io ho perduto due figli”
“Signora lei è una donna piuttosto distratta.”
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell’ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio è un po’ di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.





Consigli per l’ascolto #2: Baustelle – Il Liberismo Ha I Giorni Contati

10 08 2008

A proposito di Cina, Occidente e capitalismo ecco qualcosa di intelligente dai Baustelle dall’ultimo album Amen. Scrittura pungente e suoni sostanziosi. E’ quello che ci vuole.

E’ difficile resistere al Mercato, amore mio
Di conseguenza andiamo in cerca
di rivoluzioni e vena artistica
Per questo le avanguardie erano ok,
almeno fino al ’66
Ma ormai la fine va da sé
E’ inevitabile
Anna pensa di soccombere al Mercato
Non lo sa perché si è laureata
Anni fa credeva nella lotta,
adesso sta paralizzata in strada
Finge di essere morta
Scrive con lo spray sui muri
che la catastrofe è inevitabile

Vede la fine in metropolitana,
nella puttana che le si siede a fianco
Nel tizio stanco
Nella sua borsa di Dior
Legge la Fine nei saccchi dei cinesi
Nei giorni spesi al centro commerciale
Nel sesso orale, nel suo non eccitarla più
Vede la Fine in me che vendo dischi
in questo modo orrendo
Vede i titoli di coda nella Casa e nella Libertà

E’ difficile resistere al Mercato, Anna lo sa
Un tempo aveva un sogno stupido:
un nucleo armato terroristico
Adesso è un corpo fragile
che sa d’essere morto e sogna l’Africa.
Strafatta, compone poesie sulla Catastrofe

Vede la fine in metropolitana,
nella puttana che le si siede a fianco
Nel tizio stanco
Nella sua borsa di Dior
Muore il Mercato per autoconsunzione
Non è peccato, e non è Marx & Engels.
E’ l’estinzione, è un ragazzino in agonia.
Vede la Fine in me che spendo soldi
e tempo in un Nintendo
dentro il bar della stazione
e da anni non la chiamo più.





Consigli per l’ascolto #1: Radiohead – All I Need

10 08 2008

Potevo iniziare con qualsiasi capolavoro della storia del rock. Invece parto da un pezzo recente, triste, non molto estivo e per niente immediato. Dall’ottimo In Raimbows del 2007.

I’m the next act
Waiting in the wings

I’m an animal
Trapped in your hot car

I am all the days
That you choose to ignore

You are all I need
You are all I need
I’m in the middle of your picture
Lying in the reeds

I’m a moth
Who just wants to share your light

I’m just an insect
Trying to get out of the night

I only stick with you
Because there are no others

You are all I need
You’re all I need
I’m in the middle your picture
Lying in the reeds

It’s all wrong
It’s all right
It’s all wrong